Bagnolifutura

07 | 02 | 2012

Bagnoli, tra memoria del passato e realtà del presente

IL FATTO DEL MESE | Bagnolifutura informa - newsletter marzo 2010 n. 56

Bagnoli è legata al suo passato e al suo futuro quasi in egual misura. Questo perché la sua connotazione, la connotazione datale dalla fabbrica e dalla vita che le girava intorno, è una parte importante anche della sua trasformazione e del suo domani. La Bagnoli del futuro ci sarà, ed è anzi prossima a vedere aperte le sue prime opere, che saranno per il quartiere e per la città delle nuove, importanti possibilità: il grande centro benessere della Porta del Parco e le numerose discipline del Parco dello Sport, ad esempio. E poi le strutture che nasceranno nei manufatti di archeologia industriale, che porteranno ancor più evidenti i segni di questo rapporto tra i tempi. Così, interesse di chi si occupa di questa trasformazione è anche quello di mostrare le due facce di Bagnoli. È per questo che oltre a portare avanti i lavori nei cantieri (a dicembre ha aperto anche quello dei Napoli Studios, che hanno sede nell’ex Officina Meccanica), a portare a conclusione i lavori per la bonifica, e a bandire le gare per la gestione delle nuove strutture, Bagnolifutura cerca di tutelare e diffondere pure il passato di questi luoghi. A questo ha recentemente e grandemente contribuito l’Istituto campano per la Storia della Resistenza, presieduto dal professore Guido D’Agostino, che ha pensato la mostra “La memoria d’acciaio. Una fabbrica, un quartiere, una città”.
La Bagnolifutura si è resa disponibile per quel che è nelle sue possibilità, e ha messo a disposizione l’edificio di via Coroglio 49 (attualmente sede dell’Archivio ex Ilva) per ospitare la Mostra che – nell’anno del centenario della nascita – racconterà della fabbrica e dei suoi dipendenti, articolandosi in tre sezioni che sono anche in qualche modo tre prospettive diverse di rappresentarla. E infatti, le sezioni sono: la “Fabbrica dipinta”, che raccoglie quadri di ex lavoratori, che hanno come soggetto lo stabilimento; la “Fabbrica fotografata”, nella quale la fotografia si presenta principalmente come mezzo espressivo, oltre che documentario; e la “Fabbrica illustrata”, che si snoda come un percorso storico attraverso pannelli illustrativi nei quali si integrano testi e altri tipi di documenti. Il materiale (quadri e foto di varie epoche – come detto; documenti, opuscoli, tessere sindacali e di partito, pubblicazioni, testimonianze di operai, impiegati e dirigenti dell’Ilva) è stato in buona parte donato all’Istituto campano per la Storia della Resistenza da ex operai; alcune delle fotografie, poi, appartengono all’Archivio ex Ilva.
All’allestimento dell’esposizione, che inaugurerà il prossimo 11 marzo alle ore 18, stanno lavorando Marco Spatuzza, Francesco Soverina e Giulia Buffardi dell’Istituto campano; e due ex lavoratori dell’Italsider, Lino D’Antonio e Aurelia Del Vecchio. Per adesso sarà visitabile sino all’11 aprile, ma non è esclusa la possibilità che venga ampliata e riproposta in seguito, perché questo sguardo sulla vita della fabbrica sia ancor più esaustivo e interessante.

Benedetta Palmieri