Definire la situazione delle aree da bonificare (ma anche di quelle bonificate, o in procinto di esserlo) del nostro Paese, valutare ciò che è stato fatto e prevedere gli scenari futuri, analizzare le grandi operazioni di Porto Marghera, Val Bormida e Bagnoli: questi gli obiettivi del “Convegno nazionale dei Verdi sulle bonifiche”, tenutosi venerdì 13 febbraio al Maschio Angioino.
Il primo della lunga serie di interventi è stato quello di Grazia Francescato. La portavoce dei Verdi, dopo aver ricordato con affetto i suoi anni a Bagnoli, ha proposto la nascita di un coordinamento nazionale che si occupi anche di censire i luoghi da bonificare in Italia. Poi, pur riconoscendo che l’attenzione nel Paese riguardo alle bonifiche è molto cresciuta, ha anche fortemente criticato il decreto 208, articolo 2 sul danno ambientale, “che – ha detto – è un enorme passo indietro, e in pratica rischia di trasformarsi in una possibilità di condono”.
Dopo, tra gli altri, sono intervenuti il presidente della Provincia di Napoli Dino Di Palma, l’assessore della Provincia di Venezia Ezio Da Villa, il presidente dell’osservatorio della Val Bormida Dino Barrera, e il vicepresidente della Bagnolifutura Casimiro Monti.
Monti ha raccontato, numeri e immagini alla mano, qual è lo stato della bonifica e delle opere di trasformazione a Bagnoli. Ma ha fatto anche un discorso più ampio: ha sottolineato alcuni passaggi cruciali che hanno portato alla situazione attuale, ha ripercorso l’iter per definire le scelte del Piano Regolatore e i progetti, ha ricordato le battaglie che sono state combattute – e che ancora si combattono – per far sì che a Bagnoli si riescano a conciliare il benessere e la produttività, il turismo e la tutela della natura.
Benedetta Palmieri