Prima presso la Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta e poi “sul campo”: un appuntamento doppio quello che ha visto il 16 giugno scorso il presidente di Bagnolifutura Riccardo Marone confrontarsi con le Commissione di Vigilanza ed Urbanistica del Comune e con la Municipalità. Presenti anche il direttore generale della società Mario Hübler, il presidente della Municipalità Giuseppe Balzamo, quello della Commissione di Vigilanza Mariano Malvano e il presidente della Commissione Urbanistica Salvatore Guerriero, la giornata è iniziata con la seduta del Parlamentino, per poi proseguire come detto nell’area della Bagnolifutura. Naturalmente, non sono mancate sollecitazioni da parte sia dei consiglieri di maggioranza sia di quelli dell’opposizione. Oggetto di chiarimenti – tra le altre cose – sono state la bonifica, le dimensioni del Parco Urbano e le misure della pista di pattinaggio del Parco dello Sport, i tempi di realizzazione delle opere. Marone non si è sottratto a nessuna delle domande, fornendo a ciascuna risposte precise e complete; e anzi, rilanciando anche su qualche argomento che gli stava a cuore. Nello specifico, il presidente ha ricordato che “per la bonifica lo Stato ha garantito a Bagnolifutura 75 milioni, con lo scopo di risarcire il danno all’ambiente provocato dalla società a partecipazione statale che operò nell’area ex Italsider ed ex Eternit. Finora noi abbiamo sostenuto costi per la bonifica per circa 60 milioni ma il ministero dell’Ambiente ce ne ha rimborsati solo 7,5 e ce ne deve ancora versare circa 40”. Ha poi ripercorso i passaggi che portarono alla progettazione del Parco Urbano, oggi considerato da alcuni eccessivamente ampio e dunque di difficile gestione: “Vezio De Lucia presentò la Variante che prevedeva un grande Parco e ne discusse a lungo sul territorio. Tale percorso fu allora condiviso da tutte le forze politiche, e anzi la giunta regionale Rastrelli volle diminuire le volumetrie. E De Lucia fu addirittura accusato dal centro destra di voler cementificare Bagnoli”. Ha anche difeso la pista di pattinaggio del Parco dello Sport, le cui misure sono state oggetto di polemiche poiché non regolamentari per disputarvi gare di tipo agonistico – sottolineando come il Piano regolatore preveda a Bagnoli una struttura sportiva ludico-ricreativa e non agonistica.
In conclusione, ci ha tenuto ad affermare che Bagnoli – tra i 26 siti industriali pubblici dismessi in Italia – è oggi l’unico sul quale si stia operando; e che al momento l’obiettivo della società è quello di attrarre grandi imprenditori nazionali e internazionali, sperando che investano nell’area e/o possano essere interessati alla gara per la vendita del I lotto.
Finale in armonia sull’ipotesi, avanzata da alcuni consiglieri, di insediare nell’area un polo artigianale di qualità che possa anche svolgere funzione didattica per giovani apprendisti presso scuole-bottega; e verso la quale Marone si è mostrato assai favorevole, ipotizzando già una soluzione: il polo potrebbe sorgere nell’ambito delle attività terziarie che saranno ospitate nel lotto di area tematica 2 attualmente in vendita.
Benedetta Palmieri
