Bagnolifutura e Comune di Napoli pronti a chiarire e a ribaltare le accuse mosse dalla Corte dei conti. Nell’ultima relazione la magistratura contabile ha duramente attaccato la gestione, i tempi e le modalità di bonifica messe in campo per l’area di Bagnoli – Coroglio, mettendo in particolare sott’accusa Bagnolifutura e l’amministrazione comunale di palazzo San Giacomo. Ma quali sono queste accuse? I giudici lamentano un forte ritardo nei lavori di bonifica e recupero dell’area compreso gli arenili e la rimozione della colmata, accusano un aumento e uno spreco di risorse pubbliche per la riqualificazione dell’area visto che attualmente non è ancora stata completata e quindi una cattiva gestione delle risorse, infine, superficialità nell’andamento degli appalti. Ma quanto c’è di vero dietro queste accuse?
A fare subito chiarezza sono stati Rocco Papa e Sabatino Santangelo, rispettivamente presidente della Stu e vice sindaco e assessore all’urbanistica. Cogliendo l’occasione di un dibattito sullo sviluppo dell’area occidentale organizzato a Città della Scienza, Papa ha sottolineato: “Risponderemo con i fatti alla Corte dei Conti, quando nel prossimo giugno la bonifica sarà conclusa. Attualmente oltre la metà dell’area di competenza della Stu è stata bonificata e certificata e l’intera operazione terminerà alla fine del primo semestre del 2010”. “Inoltre – continua Papa – ci sono sei mesi per poter dimostrare che le accuse non sono vere”. Papa soffermandosi sullo stato dell’arte della trasformazione urbana, ha anche affermato che la Bagnolifutura ha effettuato finora lavori di bonifica per oltre 56 milioni sul totale di 90 previsti, pari al 60%.
Secondo Santangelo non c’è stato il dovuto approfondimento da parte della Corte nel leggere i documenti ed è stesso lui a spiegare il perché: “Innanzitutto la relazione della Corte prende in esame le problematiche di tutta l’area di Bagnoli, compresa la bonifica dei fondali degli arenili e la rimozione della colmata, argomenti questi estranei e non di competenza della Bagnolifutura. Queste attività sono di competenza del commissariato di governo alle bonifiche e del ministero dell’Ambiente”. In quanto l’area di competenza della Stu è solo quella a terra, ex Italsider ed ex Eternit)”. In merito alla gestione delle risorse la Corte dei Conti parla di “risorse concesse” ma purtroppo non erogate, per questo il vice sindaco precisa: “Per la bonifica la Finanziaria del 2000 stanziò 75 milioni e 15 milioni la Regione ma, allo stato attuale sono stati incassati solo i 15 milioni della Regione mentre lo Stato ha versato appena 7,5 milioni di euro. Attualmente la Bagnolifutura ne deve ancora incassare 26 sulla base della rendicontazione delle opere di bonifica già effettuate”. Per quel che attiene ai ritardi Santangelo ha chiarito che, “dopo la mancata disponibilità, per diversi motivi, delle cave di Pianura e di Formia per lo sversamento degli inerti di Bagnoli, subito fu predisposto dalla Bagnolifutura un nuovo progetto di variante al Piano di completamento che prevede il riutilizzo dei materiali per la messa in sicurezza del costone di Posillipo”. “Questo progetto – sottolinea Santangelo – è stato approvato solo a novembre 2006 e da quel momento in poi si è potuti partire definitivamente per la bonifica. Tutto ciò ha indubbiamente comportato dei ritardi ma non sono da attribuire né a Bagnolifutura né al Comune. Infine, in merito all’accusa di superficialità nell’affidamento degli appalti, il vicesindaco precisa che Bagnolifutura ha sempre fatto tutto con la massima trasparenza e nel pieno rispetto delle regole: “Non a caso tutti i ricorsi presentati contro ciascun bando sono stati respinti con la conferma della legittimità dei provvedimenti adottati”.
Luca Napolano
