Alcune recenti polemiche sulla bonifica nell’area di Bagnoli rendono necessaria una precisazione importante.
Se è vero infatti che si registrano dei ritardi nell’opera di bonifica, è altrettanto vero che questi riguardano esclusivamente l’area ex Eternit. Perché sia chiaro di cosa si parli: i terreni un tempo occupati dall’Eternit sono quelli in cui si trova l’amianto, ed equivalgono a 15 dei complessivi 185 ettari sui cui si lavora. Questo vuol dire che corrispondono al solo 8 percento dei suoli consegnati alla De Vizia.
Negli altri lotti la bonifica procede regolarmente. Nell’area 2 (destinata a residenze, alberghi, e attività terziarie e commerciali) essa è terminata, e si attende la certificazione da parte della Provincia. Immediatamente dopo sarà avviata l’asta per la vendita dei suoli.
Nel I lotto del Parco Urbano (che ha un’estensione di circa 40 ettari) è ormai giunta al 70 percento, e sarà completata per l’arrivo dei fondi europei 2007-2013 del Grande Progetto Bagnoli – indispensabili per aprire il cantiere, il cui avvio è previsto nel 2009.
Nelle aree dove saranno realizzate le infrastrutture (nello specifico, strade e sottoservizi) è già terminata o prossima al completamento, cosa che ha permesso l’espletamento della gara per la costruzione della prima arteria. A gennaio aprirà il cantiere e l’opera sarà pronta in sei mesi.
È infine terminata anche nell’area 4, venduta alla società costituita dalla Camera di Commercio e dall’Amra, che vi realizzerà il Polo tecnologico dell’ambiente.
Bisogna precisare che parte dei ritardi accumulati dalla De Vizia sono stati causati da alcuni fattori non prevedibili: il sequestro da parte della magistratura di 70 (degli oltre 4mila fino ad ora riempiti) Big Bags – i contenitori per trasportare l’amianto in sicurezza a discarica specializzata; la decisione della De Vizia di sostituire l’impresa subappaltatrice; la necessaria rielaborazione del piano di lavoro della bonifica dell’amianto (che è stato definitivamente approvato dall’Asl nel luglio scorso). Tali circostanze hanno fatto sì che l’intervento potesse riprendere solo a settembre di quest’anno, e da ottobre procede a pieno ritmo.
Tutto ciò non esclude che la Bagnolifutura voglia far chiarezza sulla questione, e ha quindi incaricato i propri legali perché verifichino la possibilità di applicare delle penali o di servirsi di ogni altro strumento contrattualmente previsto nei confronti della ditta appaltatrice per le sue responsabilità.
Benedetta Palmieri

Bonifica area ex eternit