Tra 200 e 250 appartamenti nell’area già messa in vendita a Bagnoli Il modello Bagnolifutura fa scuola: applicato a Milano per l’Expo 2015

11 maggio 2010

Ci saranno tra 200 e 250 appartamenti di edilizia privata nella porzione di area tematica 2 messa all’asta dal CdA di Bagnolifutura. Si tratta di una superficie complessiva di 66mila metri quadri, nella quale potranno essere costruiti 215mila metri cubi così suddivisi: 65mila metri cubi destinati a residenze, 50mila al commercio e 100mila al terziario in prevalenza uffici. La base d’asta è 56 milioni, in base alla valutazione dell’Agenzia del Territorio che ha tenuto conto del contesto circostante e degli investimenti in corso. Chi vorrà partecipare dovrà presentare un progetto di massima delle opere da realizzare e, in una busta a parte, l’offerta economica. Sarà prima valutata la qualità dei progetti in base ad alcuni criteri, il tipo di intervento architettonico, l’integrazione con il contesto circostante, il rispetto dell’ambiente, il risparmio energetico, l’utilizzo di fonti rinnovabili. Solo i progetti migliori saranno ammessi a una “short list” per partecipare all’ultima fase, al termine della quale la gara sarà vinta dal concorrente che avrà offerto il prezzo più alto. E’ stato preferito questo meccanismo di gara e non quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, perché quest’ultimo avrebbe inevitabilmente innescato, in un contesto difficile come quella napoletano, una catena di ricorsi.

“Con la vendita dei suoli agli investitori per costruire case, uffici, negozi – ha spiegato il Presidente della Bagnolifutura, Rocco Papa, nel corso dell’audizione alla Commissione di Vigilanza presieduta da Mariano Malvano – si apre la fase di trasformazione dell’area di Bagnoli affidata ai privati, che completa e chiude l’intera operazione, già avviata negli anni scorsi con la realizzazione delle prime opere pubbliche ormai terminate”.

Papa ha altresì sottolineato che Bagnolifutura è una società a capitale pubblico che opera sul mercato e non è costata nulla ai propri azionisti, Comune, Provincia e Regione, in quanto l’unico versamento fatto dai soci è stato pari a 1 miliardo di lire (516mila euro), per costituire il capitale sociale che anzi, attualmente, si è rivalutato, in quanto oggi vale oltre 30 miliardi di lire (più di 15 milioni di euro). La peculiarità di questa società sta nel fatto che la valorizzazione delle aree e le plusvalenze vanno a vantaggio del pubblico. La Bagnolifutura non ha mai avuto alcun finanziamento pubblico per la gestione, ma ha predisposto progetti, così come fanno numerose Amministrazioni Pubbliche, al fine di ottenere contributi per la realizzazione di alcune opere pubbliche, che, in ogni caso, debbono sempre essere accompagnati da risorse proprie della società, in quote variabili, per essere concessi. “Bagnolifutura – ha sottolineato Rocco Papa – ha costituito un modello innovativo che ha fatto scuola, tanto è vero che ora lo stanno copiando perfino in Lombardia, dove sta per nascere una società a capitale interamente pubblico, partecipata da Regione Lombardia, Comune e Provincia di Milano, per acquistare i terreni su cui sorgerà il sito espositivo dell’Expo 2015”.

Nota Portavoce Bagnolifutura dopo audizione vertici società alla Commissione Comunale di Vigilanza l’11 maggio 2010.



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Commenti (2) per “Tra 200 e 250 appartamenti nell’area già messa in vendita a Bagnoli Il modello Bagnolifutura fa scuola: applicato a Milano per l’Expo 2015”

  1. Massimo scrive:

    Non capisco una cosa, tutte le opere sono state costruite dal pubblico e poi affidate a privati; invece gli appartamenti verranno costruiti direttamente dai privati e venduti (presumibilmente) a prezzi esorbitanti ad altri privati.
    Non potevano essere costruiti dal pubblico ed utilizzate per calmierare il mercato immobiliare cittadino (sia della compravendita sia dell’affitto)???
    Mi sembra che assisteremo inermi ad nuova speculazione edilizia ad una riedizione di “Mani sulla Città”, i soliti noti (leggasi ACEN) si arricchiranno sempre più in cambio di qualche appartamento a prezzo stracciato a chi li dovrebbe controllare (amministratori pubblici, politici, sindacalisti, ecc.).

    Ma Bagnoli non doveva essere la porta che doveva aprire Napoli al terzo millennio, così come l’acciaieria cercò (tra tante contraddizioni) di portarla nel ventesimo secolo???

    Saluti

  2. admin scrive:

    La Bagnolifutura è, per volontà dei suoi azionisti, una società di trasformazione urbana che agisce nell’ambito di uno scenario di valorizzazione e non di sviluppo immobiliare; per cui costruisce in proprio le opere pubbliche, ma si limita a bonificare e infrastrutture le aree dove si realizzano gli investimenti privati per case, uffici, negozi, alberghi.

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