Illustre dottor Hubler, abbiamo letto le sue dichiarazioni sull’accelerazione a Bagnoli e sentiamo il dovere civico, avendo da oltre un decennio cercato con totale inefficacia di impegnarci per questa area strategica della città, di evidenziarLe il nostro punto di vista. Prima cosa Lei sottolinea “in ritardo si, fermi no” . Mi creda ,dopo aver accumulato nel corso degli anni un ritardo spaventoso, forse ora sarebbe preferibile che La Bagnoli Futura fosse ferma e passasse la mano piuttosto che continuare a procedere in questo modo. Perche’essere fermi e’ meglio che fare passi indietro come sta accadendo. Annunciate con soddisfazione la prossima apertura ai privati, con l’affidamento in concessione del centro-benessere della Porta del Parco. E’ il peggior modo per aprire ai privati in quanto assistiamo increduli a un paradosso tutto dettato dal municipalismo ossessivo che ha imbrigliato Bagnoli,attraverso la società di cui e’ Lei è direttore Generale.
Invece di affidare a un soggetto privato progetto,costruzione e identificazione di tutti i servizi collegati all’attività che si svilupperà’in questo centro benessere, avete costruito e deciso voi il tutto pur non essendo operatori del settore. Ed ora cercate l’operatore concessionario .Una follia che non si spiega se non con la necessità di voler mantenere il potere del pubblico e dell’assistenzialismo nello sviluppo( si fa per dire) di questa area. Non e’ così, nei modi e nei tempi. che si apre ai privati. Ancor più grave è lo sciagurato progetto del Polo tecnologico dell’ambiente, il cui bando scadrà il 15 luglio e che, purtroppo poco ascoltati al momento,stiamo cercando in tutti i modi di bloccare. E´ inammissibile insediare imprese a Bagnoli, mentre nella Zona Est di Napoli è stata definita la Zona Franca Urbana che consente agevolazioni fiscali agli imprenditori che si insediano. Sarebbe contraddittorio consentire queste operazioni che appaiono speculazioni immobiliari bloccando invece la giusta procedura di agevolazione compensativa nella Zona Franca Urbana. Eppure si decide di dare vita a una operazione speculativa-immobiliare ,targata Unione degli Industriali,Camera di Commercio,Regione,Comune,Bagnoli Futura che meriterebbe un’indagine della Corte dei Conti per come e’ nata,per come dovrebbe svilupparsi e soprattutto per le reali finalità. Altro che apertura ai privati; questo progetto è l’emblema dello spreco e del predominio dei soliti noti. Ma soprattutto è la avvilente conferma dl procedere a spezzatino in un’area dove ti piazzo da una parte “virtuali imprese”,da un’altra il centro di produzione video (Studios) ,da un’altra il Centro delle Tartarughe,da un’altra … E in questo modo si affossa la famosa vocazione turistico-ricettiva integrata che si dovrebbe dare a questa area strategica della città. Lei ha criticato l’ex assessore al turismo Velardi per aver ignorato Bagnoli. Ci consenta di dirle che questa dichiarazione e’ assolutamente falsa. Noi siamo stati estremamente critici con Velardi per una serie di altri motivi ma non e’ giusto nel modo piu’ assoluto stravolgere la verita’. Velardi ,sia con partecipazione a convegni sia con continue dichiarazioni sui giornali,ha sempre contestato il procedere a “spezzatino” a Bagnoli e non ha esitato,unica voce istituzionale, a criticare,motivando la sua posizione,le decisioni sugli Studios e sul Polo Tecnologico ambientale che davano un colpo mortale alla vocazione turistica . Velardi quindi in questo caso ha realmente ragionato per gli interessi del turismo nella nostra Regione e il suo errore e’ non aver ,come gli abbiamo chiesto ufficialmente,rassegnato le dimissioni quando,come massima espressione istituzionale del turismo locale,ha preso atto di non essere preso in considerazione nelle scelte per Bagnoli. Ecco perche’ è preoccupante leggere che il neo-assessore Marone,cui abbiamo chiesto un incontro,crede in come sta procedendo il progetto Bagnoli. Sarebbe un pessimo modo per avviare il suo mandato per rilanciare il turismo campano . Dispiace infine che tuoni come un rombo assordante il silenzio dell’associazione degli imprenditori napoletani su questa “falsa apertura ai privati”. Sarà perché Lettieri era impegnato a organizzare la manifestazione del San Carlo per dare forza al suo obiettivo di divenire Presidente della Regione,sarà perché il conflitto d’interesse in alcuni progetti come appunto il Polo Ambientale tra i fedelissimi di Lettieri e l’apparato istituzionale locale è ai massimi livelli. Sara’ per quel che sara’ ma chi dovrebbe rappresentare i privati tace. Noi no. Come sempre continuiamo a impegnarci per la collettività e le trasmettiamo in allegato le posizioni che da mesi rilanciamo su Bagnoli.
Associazione Napoli Punto a Capo
Gentile associazione Napoli Punto a Capo,
ritengo sempre giusto e doveroso rispondere a chiunque mi scriva o scriva alla nostra società a qualsiasi titolo, per sollecitare risposte o chiarimenti. Ma non posso non premettere che è davvero difficile interloquire con chi considera aprioristicamente la Bagnolifutura delegittimata e che, non da oggi ma da lungo tempo, non auspica altro che l’estinzione della Stu. Ciò detto non mi voglio certo esimere dal rispondere nel merito ai quesiti da voi sollevati nella lettera che mi avete inviato all’indomani della mia intervista al quotidiano “Il Mattino”. Partendo da un presupposto che continuo a considerare dirimente, come più volte nel corso di questi mesi e anni ho sottolineato ogni volta che alla Bagnolifutura sono stati rivolti interrogativi in merito alle scelte urbanistiche per l’area ex Italsider ed ex Eternit: queste decisioni, non mi stancherò mai di ripeterlo, non spettano certo a una società di scopo come la nostra ma il Consiglio Comunale, e segnatamente al Comune che è socio al 90% e che è giunto alle attuali conclusioni sul futuro dell’area di Bagnoli dopo ampio e approfondito dibattito svoltosi negli anni passati in tutte le sedi e consessi, fino al definitivo varo appunto in Consiglio. È questo, dopo un lungo percorso di democrazia partecipata, il luogo del confronto delle idee e delle decisioni finali.
Ad ogni modo, pur consapevole che difficilmente riuscirò a farvi cambiare idea circa gli aspetti strategici relativi alla trasformazione di Bagnoli, vi dico con sincerità e onestà pari alle vostre come la penso.
Innanzitutto la Bagnolifutura cerca un partner per la gestione del Centro Benessere della Porta del Parco che abbia requisiti di eccellenza e professionalità. E non è certo il primo caso, in Italia, in cui un’opera pubblica viene affidata in concessione ai privati, dopo essere stata realizzata dal concedente su indicazione degli azionisti Istituzioni pubbliche. Francamente non vedo dove sia lo “scandalo”! Voi, in alternativa, ci suggerite di fermarci, tornare indietro: ma siamo certi che sarebbe davvero un bene per Bagnoli e la città?
Altro punto di contrasto è il Polo Tecnologico dell’Ambiente: la Bagnolifutura, e non solo per la verità, lo giudica un investimento significativo, fatto per la prima volta in quest’area, da capitali privati che stanno aderendo al bando aperto dal consorzio costituito dalla Camera di Commercio e dal qualificato Centro di competenza Amra. Tra pochi giorni, il 15 luglio, sapremo con esattezza quante e quali aziende hanno aderito all’iniziativa. Voi sostenete che sarebbe stato preferibile insediarlo a Napoli Est, candidata a diventare zona franca. Ma forse sottovalutate il fatto che non si tratta di aziende di produzione su larga scala destinate al mercato, se pur appartenenti al mondo della “green economy”, ma piuttosto strutture di ricerca, innovazione, creazione di nuovi brevetti: peraltro si tratta di un’iniziativa in linea con quanto stabilito dai piani urbanistici per l’area di Bagnoli. Il Piano infatti prevede esplicitamente attività di ricerca, come testimoniano i brani che vi ricordo: “Il piano organizza l’insieme delle attività previste dalla variante in aree tematiche: […] il quartiere della ricerca e della produzione […]”. E ancora: “Un primo settore riguarda la cultura e la ricerca. Il territorio dei Campi Flegrei è ricco di rinomati centri di ricerca che possono trovare a Bagnoli un catalizzatore ideale. Alcune iniziative in questo senso sono già configurate: il Cnr che ha deciso, com’è noto, di insediare a Bagnoli la struttura in cui concentrare la gran parte dei propri istituti; più di recente anche l’istituto universitario navale […]”.
Perfino sul concetto di vocazione turistico – ricettiva integrata noto che siamo in dissenso. Voi sostenete che a Bagnoli si sta procedendo “a spezzatino”, mentre la Bagnolifutura è convinta che proprio seguendo la strada della creazione di strutture e attività differenti, ma complementari tra loro, quest’area possa crescere e svilupparsi. Senza contare che il progetto di Bagnoli prevede attività turistiche accanto ad attività produttive. Come recita il Piano Urbanistico: “L’obiettivo che il piano si propone, in definitiva, è di realizzare un nuovo pezzo di città in cui le qualità ambientali – valorizzate da adeguate infrastrutture e attrezzature per il loro godimento – facciano anche da supporto alla formazione di un comprensorio produttivo che si qualifichi in una combinazione virtuosa di innovazione tecnologica e radicamento nelle tradizioni locali, antiche e recenti”.
Alla fine, come vedete, si torna sempre al Piano dal quale eravamo partiti, e alle scelte effettuate in sede politica da maggioranza e opposizione su cosa dovesse essere realizzato a Bagnoli.
Come è evidente da questa mia risposta, non ritengo affatto di volervi convincere; penso però che in un sano dibattito democratico il confronto, e a volte anche lo scontro, delle idee siano sempre stimolanti e positivi. Perciò mi auguro che anche la vostra associazione avanzi non sempre e solo critiche, ma anche proposte concrete, positive e migliorative. Posso fin d’ora assicurarvi, in ogni caso, che troverete sempre la Bagnolifutura pronta a rispondere ai vostri dubbi e ai vostri quesiti sull’avanzamento dei lavori, sulle modalità di gestione e quant’altro. Questo perché – almeno di ciò spero ci vogliate dare atto – agiamo con la totale trasparenza che il nostro ruolo di società pubblica ci impone, e nel quale crediamo tutti con profonda convinzione.
Mario Hübler
Direttore generale Bagnolifutura
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