Tra 200 e 250 appartamenti nell’area già messa in vendita a Bagnoli Il modello Bagnolifutura fa scuola: applicato a Milano per l’Expo 2015

11 maggio 2010

Ci saranno tra 200 e 250 appartamenti di edilizia privata nella porzione di area tematica 2 messa all’asta dal CdA di Bagnolifutura. Si tratta di una superficie complessiva di 66mila metri quadri, nella quale potranno essere costruiti 215mila metri cubi così suddivisi: 65mila metri cubi destinati a residenze, 50mila al commercio e 100mila al terziario in prevalenza uffici. La base d’asta è 56 milioni, in base alla valutazione dell’Agenzia del Territorio che ha tenuto conto del contesto circostante e degli investimenti in corso. Chi vorrà partecipare dovrà presentare un progetto di massima delle opere da realizzare e, in una busta a parte, l’offerta economica. Sarà prima valutata la qualità dei progetti in base ad alcuni criteri, il tipo di intervento architettonico, l’integrazione con il contesto circostante, il rispetto dell’ambiente, il risparmio energetico, l’utilizzo di fonti rinnovabili. Solo i progetti migliori saranno ammessi a una “short list” per partecipare all’ultima fase, al termine della quale la gara sarà vinta dal concorrente che avrà offerto il prezzo più alto. E’ stato preferito questo meccanismo di gara e non quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, perché quest’ultimo avrebbe inevitabilmente innescato, in un contesto difficile come quella napoletano, una catena di ricorsi.

“Con la vendita dei suoli agli investitori per costruire case, uffici, negozi – ha spiegato il Presidente della Bagnolifutura, Rocco Papa, nel corso dell’audizione alla Commissione di Vigilanza presieduta da Mariano Malvano – si apre la fase di trasformazione dell’area di Bagnoli affidata ai privati, che completa e chiude l’intera operazione, già avviata negli anni scorsi con la realizzazione delle prime opere pubbliche ormai terminate”.

Papa ha altresì sottolineato che Bagnolifutura è una società a capitale pubblico che opera sul mercato e non è costata nulla ai propri azionisti, Comune, Provincia e Regione, in quanto l’unico versamento fatto dai soci è stato pari a 1 miliardo di lire (516mila euro), per costituire il capitale sociale che anzi, attualmente, si è rivalutato, in quanto oggi vale oltre 30 miliardi di lire (più di 15 milioni di euro). La peculiarità di questa società sta nel fatto che la valorizzazione delle aree e le plusvalenze vanno a vantaggio del pubblico. La Bagnolifutura non ha mai avuto alcun finanziamento pubblico per la gestione, ma ha predisposto progetti, così come fanno numerose Amministrazioni Pubbliche, al fine di ottenere contributi per la realizzazione di alcune opere pubbliche, che, in ogni caso, debbono sempre essere accompagnati da risorse proprie della società, in quote variabili, per essere concessi. “Bagnolifutura – ha sottolineato Rocco Papa – ha costituito un modello innovativo che ha fatto scuola, tanto è vero che ora lo stanno copiando perfino in Lombardia, dove sta per nascere una società a capitale interamente pubblico, partecipata da Regione Lombardia, Comune e Provincia di Milano, per acquistare i terreni su cui sorgerà il sito espositivo dell’Expo 2015”.

Nota Portavoce Bagnolifutura dopo audizione vertici società alla Commissione Comunale di Vigilanza l’11 maggio 2010.



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Le prossime aperture

28 gennaio 2010

Salve. Sono un cittadino che segue con interesse l’andamento dei lavori di Bagnolifutura. Vorrei avere notizie a riguardo. Per quando è prevista l’apertura delle prime strutture? Ci sono delle date per Porta del Parco e Parco dello Sport? Vi ringrazio anticipatamente per una vostra risposta.

Gentile signore,

la ringraziamo per l’interesse che mostra nei confronti di questa grande opera di trasformazione che abbiamo il compito di gestire. E siamo lieti delle sue curiosità sui progetti che stiamo realizzando. Lei, tra l’altro, ci chiede notizie proprio sui due più prossimi a essere conclusi e aperti al pubblico.

Per quanto riguarda la Porta del Parco, la invitiamo anche a visitare il sito www.portadelparco.it, dove troverà molte notizie interessanti circa le funzioni di questa struttura e i bandi per la gestione delle sue attività (che al momento riguardano il Centro Benessere e la Caffetteria). Le possiamo comunque dire che sarà inaugurata nell’estate di quest’anno. Quando sarà inaugurato anche il Parco dello Sport. Anche qui, la Bagnolifutura sta iniziando a predisporre le procedure per dare in gestione il centro. Gestione che comprenderà sia i campi da gioco (con annessi gli spogliatoi e i locali di servizio), sia uno spazio attrezzato cui si potrà accedere gratuitamente. Più brevemente: per quanto riguarda l’Acquario Tematico, i lavori sono quasi terminati, e aprirà anch’esso entro l’estate; mentre lo scorso 21 dicembre ha aperto il cantiere dei Napoli Studios, che avranno sede nell’ex Officina Meccanica. Infine, possiamo dirle che è stata finalmente finanziata la realizzazione del primo lotto del Parco Urbano di Bagnoli (comprese le infrastrutture). Avuto il via libera della Commissione europea, i lavori inizieranno per la fine dell’anno e termineranno entro il 2012.

L’ufficio comunicazione della Bagnolifutura

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Bagnoli come esempio

14 gennaio 2010

Gentile Società Bagnolifutura SPA, chi Vi scrive è il Sig. Panza Pasquale dalla regione Puglia, tramite un mio amico sono rimasto esterrefatto quando ho visto tramite computer il progetto che Vi appartiene, debbo farVi veramente i miei più sinceri complimenti. I miei occhi si sono illuminati, quando ho pensato che un progetto similare sto cercando di realizzarlo su un appezzamento di mq. 60.000 nelle vicinanze di Bari-Palese a qualche km dal mare a due passi dall’autostrada e dell’aeroporto. Tutto questo lo si vuol realizzare per cercare di dare veramente dei posti di lavoro a tante persone che purtroppo oggi vivono la crisi del lavoro. Il progetto in questione è stato già presentato al Comune ed il parere è favorevole, sono disposti a dare tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione che spero non sia solo un sogno… Perché dico questo, perché vorrei che se c’è qualcuno dei Vostri Soci veramente interessati alla realizzazione di tale progetto ne sarei grato. Oppure se non dovesse esserci nessuno interessato Vi chiedo gentilmente se potete darmi una mano se ci sono dei bandi di fondi europei per realizzare tale progetto. RingraziandoVi anticipatamente sono fiducioso che ben presto mi contatterete. Cordialità.

Gentile signor Panza,

La ringraziamo molto per i complimenti e le belle parole sul nostro progetto. E’ importante sottolineare come operazioni di questo tipo siano anche molte significative per creare occasioni occupazionali, oltre che, naturalmente, per rendere fruibili, utili, più belle aree che, nel nostro caso, hanno subito nel tempo la prepotente presenza di una grande fabbrica. La Bagnolifutura è una società a totale partecipazione pubblica, i nostri soci sono il Comune di Napoli, la Regione Campania e la Provincia di Napoli, è evidente, quindi, l’impossibilità che gli stessi aderiscano al Suo progetto. Per quanto riguarda i finanziamenti pubblici, possiamo dirLe che la nostra società si è avvalsa, pro quota perché una parte dell’investimento resta a carico della Bagnolifutura, di fondi POR. Risorse alle quali, probabilmente, anche la Sua iniziativa può aspirare, ovviamente da parte della Regione Puglia, dove potrà assumere specifiche informazioni al riguardo. AugurandoLe buona fortuna per il Suo lavoro, Le porgiamo i più cordiali saluti.

Ufficio comunicazione Bagnolifutura

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La balneabilità a Bagnoli non è più una chimera

3 dicembre 2009

La balneabilità a Bagnoli è argomento sentito e spinoso. I ricordi degli antichi fasti turistici, la mortificata bellezza del suo litorale, le polemiche e le difficoltà di uscire da un’impasse che ha a lungo coinvolto spiaggia, fondali, colmata, discussioni sulla linea di costa e sul porto.

Ma le matasse possono anche sbrogliarsi a un certo punto, e così sembra stia avvenendo in questi giorni. È notizia recente infatti che sarà presto pubblicato il bando di gara relativo ai lavori di rimozione dei sedimenti marini e di costruzione di una barriera soffolta, interventi necessari perché a Bagnoli si possa finalmente tornare a bagnarsi. Tecnicamente, ecco i passaggi perché questo si realizzi: il Commissariato di governo per le bonifiche e la tutela delle acque della Regione Campania ha dato via libera al Provveditorato alle opere pubbliche, i tempi orientativi del bando saranno tra i 3 e i 4 mesi, mentre mille giorni serviranno per concludere le opere. Questo vuol dire che si finirà entro il 2013, in tempo per il Forum delle Culture.

È importante sottolineare anche che l’opera è completamente finanziata, e che circa la metà della somma necessaria è già disponibile per il Commissariato: dei complessivi 115,5 milioni, 100 sono stanziati dal Ministero dell’Ambiente e 15,5 dalla Regione Campania (con fondi europei del Por 2007-2013). Ma le buone notizie non finiscono qui, perché, se grazie ai ribassi d’asta dovesse essere risparmiata parte del finanziamento, questa verrebbe adoperata per completare il lavoro di bonifica delle spiagge, già effettuato per quanto riguarda Bagnoli e in attesa di essere ultimato per la parte relativa a Coroglio, per la quale è già pronto il progetto esecutivo.

Insomma, finalmente questa zona splendida sarà di nuovo balneabile. Ma l’operazione non ha solo un significato per così dire estetico, non vuol dire solo che Bagnoli verrà recuperata alla sua bellezza; è fondamentale infatti anche che Napoli – la cui ridotta balneabilità stona con la sua natura e la sua posizione – possa di nuovo usufruire di questo litorale, sia per i propri cittadini sia per i propri turisti.

Benedetta Palmieri

Spiaggia

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La più grande Spa del Sud ai nastri di partenza

17 novembre 2009

La notizia, anche se non proprio dell’ultimissima ora, è che i lavori della Porta del Parco sono sul punto di concludersi, ed è stata avviata la gara per la gestione del Centro Benessere; tant’è che già si svolgono i sopralluoghi.

Inoltre la Porta del Parco ha debuttato alla Fiera di Milano in occasione del salone Wellness Spa&Beauty Exhibition, che ha visto la partecipazione di brand di altissime qualità ed esperienza, e l’organizzazione di workshop, convegni e meeting con esperti di fama mondiale. Il posto ideale dunque per presentare una struttura che ospiterà la Spa più grande dell’Italia meridionale: 6.000 mq nei quali sottoporsi a percorsi di benessere realizzati grazie alle tecniche più recenti.

Ma arriviamoci per gradi. La Porta del Parco infatti è anche un centro multifunzionale, i cui spazi a più livelli hanno l’importante finalità di mettere in comunicazione il quartiere di Bagnoli e il Parco Urbano, e la cui grande piazza si affaccia sul panorama mozzafiato della zona flegrea. Una struttura che risponde alle esigenze di risparmio energetico e impiega fonti alternative (riuscendo a garantirsi il 20% del proprio fabbisogno giornaliero con pannelli in fotovoltaico monocristallino), e che ospita un Auditorium da circa 200 posti; aree per esposizione, promozione e informazione turistica (che si sviluppano su circa 1.200 mq); un parcheggio da 600 posti a servizio della struttura e dell’intero Parco Urbano. E poi, come si diceva, la Spa.

Nell’area dedicata alle piscine si trovano due vasche termali a idromassaggio, una piscina d’acqua dolce, il percorso vascolare Kneipp. L’area delle saune prevede invece Biosauna, Laconicum, Sauna Finlandese e Bagno Turco; e poi ancora le Docce Emozionali che, grazie ai soffioni e ad alcune particolari tecniche, evocano calde e profumate piogge tropicali, energici temporali, o tiepide cascate; e infine la Fontana del Ghiaccio, che produce neve fresca con la quale frizionare e rigenerare il corpo.

Inoltre ci si può sottoporre a programmi personalizzati scelti tra il massaggio praticato sui tatami o sui panconi hammam di marmo riscaldato, o ancora il Watsu (versione acquatica dello Shiatsu); oppure immergersi nelle vasche Floating e Ektasis Float, che consentono il completo isolamento dal mondo circostante; e ci si può dedicare all’attività fisica grazie a macchinari di ultima generazione.

La Porta del Parco è stata pensata perché ci si possa concedere momenti di assoluto abbandono, e tutto ciò che caratterizza la struttura va in questa direzione: luci soffuse e musica di sottofondo, lettini ad acqua riscaldati, il Vitamin-bar, nel quale rilassarsi sorseggiando una tisana.

Benedetta Palmieri

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Botta e risposta tra Bagnolifutura e Napoli Punto a Capo

7 luglio 2009

 

 

 

Illustre dottor Hubler, abbiamo letto le sue dichiarazioni sull’accelerazione a Bagnoli e sentiamo il dovere civico, avendo da oltre un decennio cercato con totale inefficacia di impegnarci per questa area strategica della città, di evidenziarLe il nostro punto di vista. Prima cosa Lei sottolinea “in ritardo si, fermi no” . Mi creda ,dopo aver accumulato nel corso degli anni un ritardo spaventoso, forse ora sarebbe preferibile che La Bagnoli Futura fosse ferma e passasse la mano piuttosto che continuare a procedere in questo modo. Perche’essere fermi e’ meglio che fare passi indietro come sta accadendo. Annunciate con soddisfazione la prossima apertura ai privati, con l’affidamento in concessione del centro-benessere della Porta del Parco. E’ il peggior modo per aprire ai privati in quanto assistiamo increduli a un paradosso tutto dettato dal municipalismo ossessivo che ha imbrigliato Bagnoli,attraverso la società di cui e’ Lei è direttore Generale.
Invece di affidare a un soggetto privato progetto,costruzione e identificazione di tutti i servizi collegati all’attività che si svilupperà’in questo centro benessere, avete costruito e deciso voi il tutto pur non essendo operatori del settore. Ed ora cercate l’operatore concessionario .Una follia che non si spiega se non con la necessità di voler mantenere il potere del pubblico e dell’assistenzialismo nello sviluppo( si fa per dire) di questa area. Non e’ così, nei modi e nei tempi. che si apre ai privati. Ancor più grave è lo sciagurato progetto del Polo tecnologico dell’ambiente, il cui bando scadrà il 15 luglio e che, purtroppo poco ascoltati al momento,stiamo cercando in tutti i modi di bloccare. E´ inammissibile insediare imprese a Bagnoli, mentre nella Zona Est di Napoli è stata definita la Zona Franca Urbana che consente agevolazioni fiscali agli imprenditori che si insediano. Sarebbe contraddittorio consentire queste operazioni che appaiono speculazioni immobiliari bloccando invece la giusta procedura di agevolazione compensativa nella Zona Franca Urbana. Eppure si decide di dare vita a una operazione speculativa-immobiliare ,targata Unione degli Industriali,Camera di Commercio,Regione,Comune,Bagnoli Futura che meriterebbe un’indagine della Corte dei Conti per come e’ nata,per come dovrebbe svilupparsi e soprattutto per le reali finalità. Altro che apertura ai privati; questo progetto è l’emblema dello spreco e del predominio dei soliti noti. Ma soprattutto è la avvilente conferma dl procedere a spezzatino in un’area dove ti piazzo da una parte “virtuali imprese”,da un’altra il centro di produzione video (Studios) ,da un’altra il Centro delle Tartarughe,da un’altra … E in questo modo si affossa la famosa vocazione turistico-ricettiva integrata che si dovrebbe dare a questa area strategica della città. Lei ha criticato l’ex assessore al turismo Velardi per aver ignorato Bagnoli. Ci consenta di dirle che questa dichiarazione e’ assolutamente falsa. Noi siamo stati estremamente critici con Velardi per una serie di altri motivi ma non e’ giusto nel modo piu’ assoluto stravolgere la verita’. Velardi ,sia con partecipazione a convegni sia con continue dichiarazioni sui giornali,ha sempre contestato il procedere a “spezzatino” a Bagnoli e non ha esitato,unica voce istituzionale, a criticare,motivando la sua posizione,le decisioni sugli Studios e sul Polo Tecnologico ambientale che davano un colpo mortale alla vocazione turistica . Velardi quindi in questo caso ha realmente ragionato per gli interessi del turismo nella nostra Regione e il suo errore e’ non aver ,come gli abbiamo chiesto ufficialmente,rassegnato le dimissioni quando,come massima espressione istituzionale del turismo locale,ha preso atto di non essere preso in considerazione nelle scelte per Bagnoli. Ecco perche’ è preoccupante leggere che il neo-assessore Marone,cui abbiamo chiesto un incontro,crede in come sta procedendo il progetto Bagnoli. Sarebbe un pessimo modo per avviare il suo mandato per rilanciare il turismo campano . Dispiace infine che tuoni come un rombo assordante il silenzio dell’associazione degli imprenditori napoletani su questa “falsa apertura ai privati”. Sarà perché Lettieri era impegnato a organizzare la manifestazione del San Carlo per dare forza al suo obiettivo di divenire Presidente della Regione,sarà perché il conflitto d’interesse in alcuni progetti come appunto il Polo Ambientale tra i fedelissimi di Lettieri e l’apparato istituzionale locale è ai massimi livelli. Sara’ per quel che sara’ ma chi dovrebbe rappresentare i privati tace. Noi no. Come sempre continuiamo a impegnarci per la collettività e le trasmettiamo in allegato le posizioni che da mesi rilanciamo su Bagnoli.

Associazione Napoli Punto a Capo

 

Gentile associazione Napoli Punto a Capo,
ritengo sempre giusto e doveroso rispondere a chiunque mi scriva o scriva alla nostra società a qualsiasi titolo, per sollecitare risposte o chiarimenti. Ma non posso non premettere che è davvero difficile interloquire con chi considera aprioristicamente la Bagnolifutura delegittimata e che, non da oggi ma da lungo tempo, non auspica altro che l’estinzione della Stu. Ciò detto non mi voglio certo esimere dal rispondere nel merito ai quesiti da voi sollevati nella lettera che mi avete inviato all’indomani della mia intervista al quotidiano “Il Mattino”. Partendo da un presupposto che continuo a considerare dirimente, come più volte nel corso di questi mesi e anni ho sottolineato ogni volta che alla Bagnolifutura sono stati rivolti interrogativi in merito alle scelte urbanistiche per l’area ex Italsider ed ex Eternit: queste decisioni, non mi stancherò mai di ripeterlo, non spettano certo a una società di scopo come la nostra ma il Consiglio Comunale, e segnatamente al Comune che è socio al 90% e che è giunto alle attuali conclusioni sul futuro dell’area di Bagnoli dopo ampio e approfondito dibattito svoltosi negli anni passati in tutte le sedi e consessi, fino al definitivo varo appunto in Consiglio. È questo, dopo un lungo percorso di democrazia partecipata, il luogo del confronto delle idee e delle decisioni finali.

Ad ogni modo, pur consapevole che difficilmente riuscirò a farvi cambiare idea circa gli aspetti strategici relativi alla trasformazione di Bagnoli, vi dico con sincerità e onestà pari alle vostre come la penso.

Innanzitutto la Bagnolifutura cerca un partner per la gestione del Centro Benessere della Porta del Parco che abbia requisiti di eccellenza e professionalità. E non è certo il primo caso, in Italia, in cui un’opera pubblica viene affidata in concessione ai privati, dopo essere stata realizzata dal concedente su indicazione degli azionisti Istituzioni pubbliche. Francamente non vedo dove sia lo “scandalo”! Voi, in alternativa, ci suggerite di fermarci, tornare indietro: ma siamo certi che sarebbe davvero un bene per Bagnoli e la città?

Altro punto di contrasto è il Polo Tecnologico dell’Ambiente: la Bagnolifutura, e non solo per la verità, lo giudica un investimento significativo, fatto per la prima volta in quest’area, da capitali privati che stanno aderendo al bando aperto dal consorzio costituito dalla Camera di Commercio e dal qualificato Centro di competenza Amra. Tra pochi giorni, il 15 luglio, sapremo con esattezza quante e quali aziende hanno aderito all’iniziativa. Voi sostenete che sarebbe stato preferibile insediarlo a Napoli Est, candidata a diventare zona franca. Ma forse sottovalutate il fatto che non si tratta di aziende di produzione su larga scala destinate al mercato, se pur appartenenti al mondo della “green economy”, ma piuttosto strutture di ricerca, innovazione, creazione di nuovi brevetti: peraltro si tratta di un’iniziativa in linea con quanto stabilito dai piani urbanistici per l’area di Bagnoli. Il Piano infatti prevede esplicitamente attività di ricerca, come testimoniano i brani che vi ricordo: “Il piano organizza l’insieme delle attività previste dalla variante in aree tematiche: […] il quartiere della ricerca e della produzione […]”. E ancora: “Un primo settore riguarda la cultura e la ricerca. Il territorio dei Campi Flegrei è ricco di rinomati centri di ricerca che possono trovare a Bagnoli un catalizzatore ideale. Alcune iniziative in questo senso sono già configurate: il Cnr che ha deciso, com’è noto, di insediare a Bagnoli la struttura in cui concentrare la gran parte dei propri istituti; più di recente anche l’istituto universitario navale […]”.
Perfino sul concetto di vocazione turistico – ricettiva integrata noto che siamo in dissenso. Voi sostenete che a Bagnoli si sta procedendo “a spezzatino”, mentre la Bagnolifutura è convinta che proprio seguendo la strada della creazione di strutture e attività differenti, ma complementari tra loro, quest’area possa crescere e svilupparsi. Senza contare che il progetto di Bagnoli prevede attività turistiche accanto ad attività produttive. Come recita il Piano Urbanistico:
“L’obiettivo che il piano si propone, in definitiva, è di realizzare un nuovo pezzo di città in cui le qualità ambientali – valorizzate da adeguate infrastrutture e attrezzature per il loro godimento – facciano anche da supporto alla formazione di un comprensorio produttivo che si qualifichi in una combinazione virtuosa di innovazione tecnologica e radicamento nelle tradizioni locali, antiche e recenti”.
Alla fine, come vedete, si torna sempre al Piano dal quale eravamo partiti, e alle scelte effettuate in sede politica da maggioranza e opposizione su cosa dovesse essere realizzato a Bagnoli.
Come è evidente da questa mia risposta, non ritengo affatto di volervi convincere; penso però che in un sano dibattito democratico il confronto, e a volte anche lo scontro, delle idee siano sempre stimolanti e positivi. Perciò mi auguro che anche la vostra associazione avanzi non sempre e solo critiche, ma anche proposte concrete, positive e migliorative. Posso fin d’ora assicurarvi, in ogni caso, che troverete sempre la Bagnolifutura pronta a rispondere ai vostri dubbi e ai vostri quesiti sull’avanzamento dei lavori, sulle modalità di gestione e quant’altro. Questo perché – almeno di ciò spero ci vogliate dare atto – agiamo con la totale trasparenza che il nostro ruolo di società pubblica ci impone, e nel quale crediamo tutti con profonda convinzione.

Mario Hübler

Direttore generale Bagnolifutura

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Anche la Banca d’Italia riconosce gli sforzi della Bagnolifutura.

15 giugno 2009

Dati e conferme non bastano mai, quando si tratta di Bagnoli. Per quanto la società renda costantemente noti lo stato di avanzamento dei lavori, le cifre riguardanti contributi e investimenti, le percentuali inerenti la bonifica, è atteggiamento diffuso quello di accogliere con scetticismo – quando non con incredulità – quanto la Bagnolifutura comunica.

Fortunatamente, qualche volta un supporto a tali comunicazioni arriva dall’esterno, da voci autorevoli quanto neutrali.

Nel corso della presentazione di oggi della relazione annuale della Banca d’Italia su “Economie regionali. L’economia della Campania nell’anno 2008”, c’è a pagina 17 un esplicito riferimento sia alla bonifica che alla trasformazione urbana dell’area ex Italsider ed ex Eternit.

Qui di seguito, riportiamo parte del brano in questione: “Per il risanamento ambientale dell’area di Bagnoli […] il piano di intervento finanziato con la legge 582 del 1996 prevedeva un contributo pubblico di 135 milioni di euro per gli interventi a terra e di 13 milioni per quelli sull’arenile e sull’area marina. Nei dodici anni trascorsi, il piano è stato ripetutamente rivisto sia nei tempi di realizzazione sia nell’importo; quest’ultimo ha raggiunto circa 242 milioni di euro per la parte a terra e oltre 130 milioni per gli interventi su arenili e morfologia della costa. I motivi del mancato rispetto dei programmi sono stati molteplici, dalle difficoltà incontrate nella quantificazione dell’effettiva contaminazione dell’area alla lunga attesa degli strumenti attuativi della pianificazione urbanistica, fino alla complessa gestione degli inerti, in un ambito territoriale caratterizzato da gravi carenze nel sistema di smaltimento dei rifiuti”.

Sin qui, una sorta di cronistoria di quanto avvenuto più in generale nell’area. Ma è oltre che il resoconto della Banca d’Italia riconosce il lavoro svolto dalla Bagnolifutura, definendo tra l’altro significativi i progressi fatti dal dicembre del 2007 a oggi: “Se si escludono gli interventi su arenili e morfologia della costa, le cui modalità di attuazione sono tuttora oggetto di dibattito, dal 1996 sono stati spesi per il risanamento dell’area circa 175 milioni di euro […]. Facendo riferimento al piano di completamento della bonifica del 2003, l’attività affidata nello stesso anno alla società di trasformazione urbana Bagnolifutura, è stata realizza […] per circa il 50 percento. Tale avanzamento è in misura significativa concentrato nell’ultimo anno di attività, dopo la lunga interruzione durata da luglio del 2006 a dicembre del 2007. Oltre agli interventi di bonifica, sono stati aperti tre cantieri destinati a interventi di valorizzazione dell’area, per un investimento previsto di 91 milioni di euro (di cui 58 di contributi) e già realizzato per il 47 percento”.

Per quanto spiaccia dover ricorrere a pareri altrui per avvalorare ciò che, attraverso diversi canali di comunicazione, cerchiamo di ribadire spesso, è evidente che poter riportare tali affermazioni di Bankitalia è anche motivo di orgoglio. Veder riconosciuto il lavoro della Bagnolifutura è una soddisfazione, ma anche uno sprone a proseguire con i ritmi e l’impegno sostenuti sino ad oggi.

Benedetta Palmieri

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Finalmente si fa chiarezza sul Porto a Bagnoli.

29 maggio 2009

A quanto sembra, dopo tanto tribolare, il destino del porto di Bagnoli è finalmente scritto. E, a giudicare da quanto è venuto fuori nella Conferenza dei Servizi di ieri, in parte e per il momento anche quello della colmata.

Una volta confermata la posizione della Soprintendenza ai Beni Paesistici e Archeologici, contraria al porto canale poiché comprometterebbe troppo duramente la linea di costa, la Conferenza ha dunque deciso di procedere così: i tre concorrenti già in gara (Marine di Napoli, Onda Azzurra e Nautica Partenopea) “correggeranno” i propri progetti, tenendo conto delle novità dettate dalle obiezioni della Soprintendenza; e disegneranno dunque un porto dalle caratteristiche differenti.

Come tutto questo interessi in qualche modo anche la colmata è presto detto. L’incisione che si dovrebbe operare per la creazione del porto, riguarderebbe appunto solo la suddetta colmata, senza spingersi oltre. Questo sarà possibile spostando l’approdo più verso il mare, pur mantenendo invariate la dimensione del porto e la sua posizione rispetto al pontile nord.

Tra le varie richieste avanzate dalla Conferenza (riportate nel comunicato stampa del Comune, pubblicato anche nella sezione News di questo stesso sito), una ci sembra particolarmente interessante: quella che invita i concorrenti a confrontarsi il più possibile con gli enti competenti nel corso della progettazione (tra questi, ad esempio, l’ufficio opere marittime del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Napoli, stazione appaltante del progetto di bonifica dei fondali e di rimozione di colmata), pur riservandosi la Soprintendenza e la Commissione la valutazione dei progetti.

Dal punto di vista tecnico, certamente altre regole appariranno altrettanto se non più importanti. Ma ciò che qui si vuole sottolineare è il valore della collaborazione in occasioni di questo tipo. Troppo spesso le vicende di Bagnoli e della Bagnolifutura sono state oggetto di critiche, di ironie, di attacchi, senza che vi fosse sempre una ragione valida o si conoscessero a fondo i retroscena di certi ritardi e disguidi. Tanti problemi, nel tempo, sono stati causati proprio da una cattiva comunicazione tra gli enti, tra gli uffici competenti, tra le istituzioni e le società interessate. È per questo che tutti confidiamo in un futuro nel quale i problemi possano affrontarsi e risolversi già in corso d’opera, e non si debba continuamente fare e disfare, rallentando i tempi di questo grande progetto che è la nuova Bagnoli.

È utile ricordare anche che il porto – oltre a porsi al servizio dell’intera città – è parte fondamentale di tale progetto, che vedrà sorgere proprio sul lato mare dell’area ex Italsider alberghi e strutture ricettive. In quest’ottica, dunque, la decisione di ieri velocizzerà anche l’avvio delle procedure di vendita dell’area tematica 2, che ospiterà proprio i complessi turistici.

Benedetta Palmieri

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La “trilogia” del regista Marra termina a Bagnoli

27 aprile 2009

Splendide e silenziose vedute di Bagnoli, primissimi piani dei protagonisti, i complessi equilibri che informano la gestione della Bagnolifutura, e qualche fulminante incursione del “semplice” quotidiano: sono questi gli elementi che caratterizzano più fortemente Il Grande Progetto, film di Vincenzo Marra girato a Bagnoli nel dicembre del 2007. Mercoledì scorso il documentario è stato finalmente presentato anche a Napoli, dopo aver ottenuto il riconoscimento “Avanti!” all’ultimo Torino Film Festival, ed essere stato già proiettato in diverse altre città. Una specie di ritorno a casa, fortemente voluto dal presidente della X Municipalità Peppe Balzamo, che si è fatto promotore della proiezione presso il cinema La Perla.
Fatta queste breve, approssimativa e doverosa cronaca, vale la pena parlare del film. Marra è un regista particolare, incuriosito da segmenti forti e controversi della realtà, soprattutto quella meridionale e napoletana. Interessanti e non sempre facili sono i suoi lavori, che raccontano di come si cerchi di sopravvivere a Secondigliano (Vento di terra), o delle vicissitudini spesso pericolose di alcuni pescatori napoletani che lavorano in Sicilia (Tornando a casa), o ancora di quanto avviene ogni giorno in Palestina (58%). Solo per ricordarne qualcuno.

Ma quelli ai quali viene naturale fare immediatamente riferimento sono i due documentari che precedono Il Grande Progetto in una sorta di trilogia dedicata a tre spaccati assai significativi della nostra città. Stiamo parlando di Estranei alla massa e di L’udienza è aperta. Incentrato sulla vita di un gruppo di ultras del Napoli l’uno, e su alcune fasi di un processo al clan dei Casalesi l’altro. Il Grande Progetto prova invece a far luce sulle dinamiche e sulle prospettive della trasformazione urbana di Bagnoli, gestita appunto dalla Bagnolifutura. Sono le possibilità concrete di riscatto e di cambiamento della nostra città ad appassionare il regista, e insieme l’analisi degli innumerevoli problemi nei quali ci si imbatte per portarle avanti.

Elemento di grande curiosità è la “tecnica del pedinamento”, usata per realizzare tutti e tre i film, grazie alla quale Marra riprende – senza assolutamente intervenire o partecipare all’azione, ma allo stesso tempo standoci pienamente “dentro” con la sua telecamera – i propri protagonisti. Protagonisti che, in questa occasione, sono Rocco Papa e Mario Hübler, presidente e direttore generale della società, e Biagio Roccacasale, operaio della Sled impegnato nei cantieri dell’area ex Italsider. Attraverso di loro lo spettatore segue lo svolgersi di una giornata tipo, fatta di lavoro, inconvenienti e difficoltà, ma anche di soddisfazioni, battute e chiacchiere che aiutano a movimentare il trantran. Tra le cose che più colpiscono c’è certamente il poter vedere alcuni “dietro le quinte”: gli incontri al Ministero e al Comune; la visita del presidente Papa all’Acen (Associazione Costruttori Edili Napoli) per cercare di risolvere i problemi causati da una ditta subappaltatrice che, pur non avendo rapporti diretti con Bagnolifutura, rischia di rallentarne l’operato, e diviene quindi in qualche modo un’emergenza da affrontare per la società. Ma anche la pachidermica burocrazia italiana, i ritardi delle Ferrovie che rischiano di far saltare incontri fondamentali, sono aspetti che a loro modo pesano sulla riuscita del Grande Progetto. Straordinario e illuminante poi, grazie alla capacità di sintesi e alla saggezza pratica, si rivela il confronto religioso tra Roccacasale e un suo collega.

Ma la bravura di Marra non sta solo nel saper restituire allo spettatore la realtà nel modo più distaccato e asettico possibile, e dunque in quello più veritiero e autosufficiente. Il suo lavoro sembra lanciare messaggi, suggerire riflessioni, comunicare idee, attraverso i tempi che sceglie per la narrazione, attraverso le luci, i silenzi sospesi e spesso gravidi di sensazioni, la distorsione o per contro la distensione di certe immagini.

Benedetta Palmieri

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Quando si ricorre a foto tratte da internet, e non aggiornate.

9 febbraio 2009

Internet è un mondo affascinante, e certamente utile. Ma – è querelle abusata quasi quanto l’antico interrogativo su se sia nato prima l’uovo o la gallina – è allo stesso tempo una fonte oramai pressoché insostituibile di notizie, ma anche un coacervo informe di (a voler essere generosi) approssimazioni e imprecisioni.
Non possiamo non annoverare tra queste ultime, ahinoi, le immagini pubblicate nell’articolo di Ciro Pellegrino, intitolato “Bagnoli immobile: è tutto come prima” e pubblicato su Il Napoli il 5 febbraio scorso. Dubbi sulla loro provenienza non ve ne sono, visto che il logo di Google Earth fa bella mostra di sé su entrambe le foto, che dovrebbero testimoniare come la situazione dell’area ex Italsider sia assolutamente invariata negli ultimi cinque anni.
Decidiamo pure di sorvolare sull’attendibilità di chi – piuttosto che rivolgersi a chi lavora a questo progetto, e di chiedere di visitare l’area, e ancora di verificare in prima persona cosa andrà poi a scrivere – si basi su informazioni, diciamo così, indirette.
Ebbene, sorvoliamo. Vogliamo vivere, fidarci, confrontarci sul campo internautico? Perfetto: basta entrare in due o tre forum sull’argomento, ed ecco qualche “dato” su ogni quanto venga aggiornato Google Earth. Nella migliore delle ipotesi “non è certo né periodico, quindi non è possibile stabilirlo”. Ma c’è chi afferma che le foto della propria città risalgano ad almeno quattro anni fa, e porta come prova di colpevolezza la mancanza delle rotonde stradali costruite appunto a quell’epoca. C’è chi dice poi che le immagini vengono aggiornate ogni due anni, chi ogni anno. Ma si arriva persino al record positivo dei sei mesi, il che rende comunque cronologicamente impossibile – se non altro – che la foto pubblicata riguardi l’anno appena iniziato, come invece viene annunciato nel sottotitolo.
Adesso chissà, magari qualcuno sbotterà dicendo che no, le notizie recuperate in un forum in internet non sono sempre attendibili…

Benedetta Palmieri

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Pubblicato da admin in Temi generali
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