Bagnolifutura

05 | 09 | 2010

Archeologia industriale

Il Piano Urbanistico Attuativo prevede la conservazione di 16 manufatti di archeologia industriale, i pił significativi del Ciclo Siderurgico che, opportunamente ristrutturati con nuove destinazioni, saranno testimonianza del passato e caratterizzeranno il grande Parco Urbano di Bagnoli.

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Il ciclo Produttivo del centro siderurgico di Bagnoli:
Il ciclo integrale siderurgico iniziava al Pontile Nord, con l’arrivo delle materie prime: carbon fossile e minerali ferrosi, attraverso tappeti mobili esse erano trasportate al parco fossile (ubicato sulla colmata a mare) e al parco minerali (ubicato parallelamente a via Nuova Bagnoli).
Nella cokeria, il carbon fossile era trasformato, per distillazione, in carbon coke, esso ancora incandescente era trasportato sotto la torre di spegnimento coke e spento con potenti getti d’acqua che, generavano periodicamente, le fumate bianche che caratterizzavano il panorama di Bagnoli. I gas che si generavano nella cokeria erano ad alto potere calorifero e venivano, prima conservati nei gasometri, poi utilizzati nella centrale termica per produrre vapore ed energia elettrica. Il coke e i minerali ferrosi opportunamente miscelati nell’Area Agglomerazione, erano trasportati e caricati in altoforno per essere trasformati in ghisa e loppa.
La ghisa, in fase liquida, con i carri siluro, era trasportata in acciaieria, dove nei tre convertitori (Cov 1, Cov 2 e Cov 3) veniva convertita in acciaio, la loppa invece era utilizzata (come materia prima) dalla Cementir, per produrre il cemento d’altoforno. L’acciaio liquido era solidificato, nelle colate continue, in bramme (parallelepipedi di acciaio lunghi 10m larghi oltre 1 m spessi 20 cm); queste ultime, trasportate al treno di laminazione nastri (TNA), erano riscaldate (nei forni di preriscaldo), ripulite dalla ruggine e dalle scaglie (sotto la gabbia discagliatrice), laminate sotto una serie di gabbie di laminazione per essere definitivamente trasformate in rotoli di lamiera (coils). La laminazione avveniva, con il controllo delle temperature in maniera automatizzata, con l’ausilio di acqua demineralizzata (raffreddata nell’ impianto di trattamento acque TNA). Il ciclo si chiudeva con il trasporto dei Coils, verso altre lavorazioni esterne, su gomma, su ferro o via nave dal Pontile Sud.